Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post

mercoledì 10 giugno 2015

La FIAT 501

La Fiat 501 è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica torinese FIAT tra il 1919 e il 1925. Tale autovettura fu progettata al termine del primo conflitto mondiale dall'avvocato Carlo Cavalli ed entrò in produzione per sostituire la Fiat 70, quest'ultima a sua volta sostituta della Fiat Zero e prodotta quasi esclusivamente in versione militare destinata al Regio Esercito.

 




 Fu la prima automobile di grande serie assemblata al Lingotto in 66.846 esemplari dal 1919 al 1926

 

Pubblicità FIAT 501 cabrio 1919


L'inizio del "Biennio Rosso": Torino

La storia del Biennio Rosso iniziò a Torino il 13 settembre 1919 con la pubblicazione sulla rivista Ordine Nuovo del manifesto "Ai commissari di reparto delle officine Fiat Centro e Brevetti", nel quale si ufficializzava l’esistenza e il ruolo dei Consigli di fabbrica quali nuclei di gestione autonoma delle industrie da parte degli operai. Già tre mesi prima Gramsci e Togliatti avevano affrontato il problema, sempre sulla stessa rivista, in un articolo chiamato Democrazia operaia.






L'Ordine Nuovo nasce il 1° maggio del 1919 con l’obiettivo di “rispondere a un bisogno profondamente sentito dai gruppi socialisti di una palestra di discussioni, studi e ricerche interno ai problemi della vita nazionale e internazionale” (cit, Ordine Nuovo anno I numero 1).

 

Saperne di più:

Biennio rosso in Italia 

 



Nascono i "Fasci italiani di combattimento"

Benito Mussolini in Piazza San Sepolcro a Milano, il 23 Marzo 1919, fonda i "fasci italiani di combattimento" ed emana il "programma di San Sepolcro".

 

Il nuovo movimento faceva leva sul disagio diffuso tra i ceti medi, i militari e gli ex combattenti, per ottenere un consenso sempre maggiore, rivendicando inoltre la cosiddetta "vittoria mutilata" secondo cui l'Italia non aveva ottenuto il giusto riconoscimento dopo i sacrifici, bellici e umani,che aveva sostenuto.







Da questo momento cominciò l'escalation dei fascisti che avrebbero fatto largo uso della violenza squadrista per prendere il controllo fino a sfociare nella Dittatura.



Il manifesto dei fasci di combattimento - Programma di San Sepolcro




venerdì 5 giugno 2015

La conferenza di pace di Parigi 1919-1920

Assetto geopolitico dopo la Grande Guerra

Trattato di Versalles (28 giugno 1919) 

E' uno dei trattati di pace stipulati a Parigi, che pose ufficialmente fine alla prima guerra mondiale. 

Dai trattati di Parigi la cartina d'Europa uscì completamente ridefinita in base al principio della autodeterminazione dei popoli, nel tentativo, in seguito rivelatosi fallace, di riorganizzare su base etnica gli equilibri del continente europeo. 

 

 

Gli equilibri erano fortemente mutati dopo la caduta dell impero tedesco, turco, russo e austro-ungarico; al contempo emergeva il nuovo ruolo mondiale degli Stati Uniti.

 

I "Big Four" alla Conferenza di pace di Parigi (da sinistra a destra: Lloyd George, Vittorio Emanuele Orlando, Georges Clemenceau, Woodrow Wilson)

 

L'Italia e la "vittoria mutilata" 

 

 La frase coniata da Gabriele D'Annunzio, fu utilizzata, nel primo dopoguerra, da una parte dell'opinione pubblica italiana, in particolare negli ambienti nazionalisti, interventisti, e reducistici, per riferirsi alla situazione deficitaria dei compensi territoriali ottenuti dall'Italia dopo il suo contributo nella Grande Guerra.

 

 

Il Giro d'Italia 1919

Il Giro 1919 attraversò un'Italia segnata dalla Grande Guerra: ai ciclisti reduci del fronte le case fornirono gratuitamente le biciclette, molte strade erano ancora distrutte e in Veneto i corridori furono addirittura costretti a guadare un fiume;


 Fu vinto dall'italiano Costante Girardengo, primo corridore nella storia del Giro a guidare la classifica generale dalla prima all'ultima tappa.



Girardengo vince all'Arena il Giro 1919



A causa di un ponte rovinato, gli atleti sono costretti ad attraversare il fiume Tagliamento


  

Il segreto del "Gira" - Gazzetta dello Sport

 

Il guado del Tagliamento